MAXIMILIEN MISSON

Francese, rifugiato in Inghilterra per motivi religiosi, in quanto ugonotto, è a Brescia nel giugno del 1688 come accompagnatore del nobile inglese Charles Butler, conte d'Arran. La sua visione di Brescia rimane condizionata dalla fede che ne condiziona l'interpretazione degli aspetti della cultura cattolica. Il brano che segue tratta delle Sante Croci custodite nel Duomo ed usate come gonfalone cittadino al tempo dei liberi Comuni.

L'ORIFIAMMA DI BRESCIA


Come non abbiamo incontrato che uomini al nostro arr ivo a Verona, quel che di primo acchito ci ha colpito entrando a Brescia è stato di vedere donne per le strade e dentro le botteghe, allo stesso modo che in Francia e in Inghilterra.

Brescia ci è sembrata una città ben popolata e di discreto commercio: il mondo vi è cambiato in maniera del tutto diverso da quello che per lo più sì vede nelle altre città di media grandezza...

Il Palazzo del Governo è una costruzione grande e bella, fatta con una certa pietra dura che somiglia al marmo. Sulla facciata una iscrizione reca: Fidelis Brixia Fidei et Justitiae consecravit. Dirimpetto a questo Palazzo c'è un portico della lunghezza di cinquecento passi, pressoché tutto occupato da botteghe di armieri: le armi da fuoco che si fabbricano a Brescia sono famose in tutta Italia.

Si tiene in grande venerazione, nella Cattedrale, quello che viene chiamato l'Orifiamma di Costantino: nessuno però ha potuto dircene qualcosa perché non viene mai mostrato in pubblico. Il sacrestano che ci ha raccontato dei valore dì questo Orifiamma, ha specificato solo che si tratta di una croce di colore, azzurro, fatta non si sa di che materiale; e che questa croce è la stessa che apparve a Costantino con le parole In hoc signo vinces, quando l'imperatore combatté contro Massenzio, ma non bisogna prestar fede a simili discorsi...

La croce, o il simulacro di croce cui si riferisce questa storia di Costantino, non era che un segno apparso nel cielo, non una croce tangibile. D'altronde, una croce siffatta non può essere confusa con un Orifiamma: la parola Orífiamma sta a significare una specie di gonfalone, drappo o banderuola dorata.

Io credo che l'Orifiamma di Brescia possa essere il labaro di Costantino: questo imperatore ci aveva fatto mettere il nome di Cristo, dopo la vittoria su Massenzio. Per intenderci più verisimilmente, se voi volete, diciamo che questa Visione ha tutta l'aria di uscire dal cervello di qualche Visionario, allo stesso modo che l'immagine splendente della Vergine che tiene in braccio il bambino Gesù oppure quella che la Sibilla Tiburtina fece apparire in cielo ad Augusto.