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disse mio padre con una voce nella quale si sentiva tutta la commozione, la riconoscenza e l'ammirazione per il generoso nemico.

" Non è niente, non è niente : ma tornate a casa subito ! " rispose il buon tedesco - e se ne andò tenendo dietro a quei suoi indemoniati di croati.

" Vedi che c'è della gente umana anche fra i Tedeschi ? Se non c'era quell'uffiziale, saremmo già partiti insieme per l'altro mondo, caro Nino, perchè quei croati, secondo il loro costume, mi avrebbero frugato nelle tasche colla speranza di trovarci, se non altro, qualche kreuzer, e ci avrebbero invece trovato queste cartuccie... " e così dicendo se le tolse di tasca e le gettò in mezzo alla via.

" E a me avrebbero trovato indosso queste due bacchette, unico avanzo del mio caro tamburo... "

" Gettale, Nino, per carità! "

" Permettetemi di conservarle " gli risposi con voce di preghiera: " le serberò come memoria di questi giorni. " - E potei conservarle, e ancora le tengo religiosamente fra le mie più care memorie.

Ma non erano ancora finite le nostre avventure.

Nel mettere il piede nella nostra via, altra scena d'orrore ci colpì: alcune case erano state saccheggiate dai croati e abbandonate alle fiamme: le macerie fumavano ancora. Qua e là erano dei cadaveri: uomini, donne e fanciulli: disgraziati che certamente non avevano combattuto: vittime innocenti dunque! - Sulla soglia della nostra casupola era seduto un bambino : doveva aver pianto molto a giudicar dagli occhi rossi, imbambolati, e dalle occhiaie quasi livide.

" Che fai quì, bambino? Chi sei? Come ti chiami ? " gli chiese mio padre chinandosi a guardarlo.


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