pag. 232

Vittime riconosciute

Dell'insurrezione bresciana 1849

 

1.

Aroldi Giovanni.

27.

Boggiani Faustino.

2.

Albertani Angelo.

28.

Bonata Pietro.

3.

Andeirloni Faustino.

29.

Bonduri Andrea

4.

Angeli Andrea.

30.

Bonfanti Gio. Battista.

5.

Apostoli Tommaso.

31.

Bonservi Giovanni.

6.

Archetti Domenico.

32.

Braga Pietro.

7.

Arrighini Federico.

33.

Bracchi Carlo.

8.

Arrighini Rosa,

34.

Bresciani Angelo.

9.

Biseo Pietro, moriva d'una sciabolata al collo combattendo contro tre dragoni dei quali ne uccise uno in un campo sulla sinistra del Naviglio vicino al borgo s. Eufemia il 28 marzo.

35.

Bruschi Giuseppe.

36.

Buffi Gio. Antonio.

37.

Calabi Carlo.

38

Cominazzi Baldassare.

39.

Cantalupi Francesco.

40.

Casarotti Giovanni.

41.

Cosca Giovanni.

10.

Bonomi Giuseppe.

42.

Comini Francesco, fucilato.

11.

Bona Lorenzo.

43.

Canobbio. fucilato.

12.

Berti Angelo.

44.

Calzavelli Margherita, uccisa dai soldati.

13.

Brianza Antonio.

45.

Capellini Giovanni.

14.

Botticini Giulio.

46.

Carovi Pietro.

15.

Baronio Pietro, fucilato.

47.

Cassamali Giuseppe.

16.

Bassi Pietro, fucilato.

48.

Chiodo Pietro.

17.

Baccaguti Vincenzo.

49.

Chiodo Gio Battista.

18.

Bellini Giovanni.

50.

Cominardi Vincenzo.

19.

Berardi Pietro.

51.

Canti Gaetano.

20.

Bernasconi Antonio

52.

Corsetti Antonio.

21.

Berti Bortolo.

53.

Costa Giacinta, uccisa dai soldati.

22.

Bertolani Antonio, padre.

54.

David Carlo.

23.

Bertolani Giuseppe, figlio.

55.

Duina Gio. Battista.

24.

Bertolani Luigi, figlio.

56.

De-Alberto Eligio, fucilato

25.

Bertua Giovanni, fucilato.

   

26.

Bettini Marco.

   

pag. 233

57.

Darbelli Carlo detto Ricci.

94.

Maffezzoni Giuseppe.

58.

Eretico Gio. Battista.

95.

Marti Giuseppe.

59.

Ferrari Luigi.

96.

Mazza Angelo.

60.

Ferretti Giuseppe.

97.

Mazza Faustino, abbruciato dai soldati.

61.

Filippi Andrea.

98.

Mayer Carlo.

62.

Fogliata Gio. Battista.

99.

Melchiorri Rosa, uccisa dai soldati.

63.

Francinelli Pietro.

100.

Micheli Pietro.

64.

Franzoui Benedetto.

101.

Mottinelli Lorenzo.

65.

Franzoni Gio. Battista.

102.

Mostaccini Antonio.

66.

Franzoni Faustino.

103.

Marani Sisto, fucilato.

67.

Fontana Luigi detto Ciapù , fucilato.

104.

Ninzola Luigi.

68.

Frate Arcangelo.

105.

Novelli Giuseppe.

69.

Gabaglio Francesco.

106.

Nullo Cosaro.

70.

Gabaglio Fedele.

107.

Onofrio Gio. Battista.

71.

Gabetti Andrea, sacerdote, fucilato.

108.

Paderni Giuseppe.

72.

Gazzoli Pietro.

109.

Pari Alessandra, incendiata.

73.

Genovesi Girolamo.

114.

Parolari Luigia.

74.

Gherber Alberto.

111.

Panzani Andrea.

75.

Gigalini Gio. Battista.

112.

Pasotti Felice.

76.

Giacomini Francesco.

113.

Pasqualigo Gaetano.

77.

Giuliani Giuseppe.

114.

Pedrini Barbara, uccisa dai soldati.

78.

Godi Giovanni.

115.

Pelligrina Santa, abbrucciata.

79.

Grassi Giovanni.

116.

Pelizzari Bortolo.

80.

Guerini Cesare, di Brescia, d'anni 25, dottore in leggi, ferito al ginocchio in combattimento, fu amputato e moriva.

117.

Perati Pietro.

81.

Guerini Paolo.

118.

Pontolti Giuseppe.

82.

Guerini Carlo.

119.

Pavanelli Giovanni, fucilato.

83.

Gorini Francesco detto Barachi .

120.

Pievani Camillo.

84.

Inselvini Gio. Battista.

121.

Porta Biagio.

85.

Lecchi Benedetto.

122.

Patiroli Gimeomo.

86.

Locatelli Francesco.

123.

Perlotti Faustino.

87.

Longhi Innocente.

124.

Peroni Bortolo, gettato dalla finestra dal 4° piano, della sua casa, alla quale i soldati diedero fuoco dopo saccheggiata.

88.

Lovatini Temistole.

125.

Peroni Pietro.

89.

Lumieri Giovanni.

126.

Piazza Luigi.

90.

Linetti Giuseppe, soprannominato Savoldi fucilato.

127.

Pini Giacomo.

91.

Martinelli Luigi di Giacomo.

128.

Prina Giacomo.

92.

Moneghini Pietro, fucilato.

   

93.

Melleri Carlo di Vincenzo.

   

pag. 234

129.

Radici Serina, moglie del direttore del Collegio Guidi; invaso il collegio dai soldati venne uccisa con 10 alunni dell'età dalli 8 agli11 anni.

148.

Tagliani Pietro.

130.

Ragni Giovanni,

149.

Taglietti Vincenzo, fucilato.

131.

Ragni Bortolo.

150.

Tedeschi Cesare.

132.

Ragni Faustino.

151.

Tisi Giuseppe.

133.

Rienzi Antonio.

152.

Tosi Massimiliano.

134.

Ronchetti Pietro.

153.

Tosi Giorgio.

135.

Ronchi Gaetano.

154.

Trenchi Beniamino.

136.

Rubini Francesco.

155.

Trentini Giovanni,

137.

Sandrini Giacomo.

156.

Valsecchi Luigi.

138.

Sandrini Andrea.

152.

Vanini Luigi,

139.

Serafini Paolo.

158.

Vanini Pietro, comasco, di Cernobio, fucilato.

140.

Severgnini Paolo.

159.

Ventura Luigi.

141.

Sigalini Francesco.

160.

Venturini Pietro.

142.

Squassini Luigia, ferita dai soldati e poi morta.

161.

Vicentini Gio. Battista.

143.

Sanchi Pietro.

162.

Vicentini Pietro.

144.

Senici Gervasio, arrestatonel portare un fascio difucili per ordine altrui al Municipio, fucilato il 5 aprile.

163.

Vicentini Luigi.

145.

Scaroni Domenico fucilato.

164.

Vimercati Ulisse.

146.

Tavelli Michele.

165.

Vonong Carlo.

147.

Tavelli-Luppi Teresa, uccisa dai soldati.

166.

Zambelli Teresa, massacrata in sua casa.

 

167.

Zamboni Catterina.

168.

Zatti Costantino.

169.

Zatti Paolo.

170.

Zina Carlo, di Brescia, fabbricatore di carrozze, abbruciato vivo, con un croato.

171.

Pietro, fucilato.

172.

villico, fucilato.

pag. 235

 

Nomi dei 12 individui stati appiccati, sei il giorno 9 e gli altri sei il susseguente giorno 10 luglio, per aver preso parte alla insurrezione di Brescia : ciò per sentenza del Consiglio di guerra radunatosi dietro ordine dell' I. R. Comando dell'Armata d'Italia.

Maccarinelli Pietro, detto Cicca , dì Brescia, d'anni 31, nubile, macellaio.

Rizzi Costantino, detto Pitanzini, di Brescia, d'anni 31, ammogliato e padre, tintore.

Bianchi Vincenzo, di Pavia, d'anni 26, nubile, orefice.

Gobbi Bortolo, di Lumezzane, provincia di Brescia, d'anni 19, nubile, calzolaio.

Conegatti Gaetano, di Brescia, d'anni 38, nubile, tintore.

Dall'Era Giovanni, detto Gobbo , di Brescia, d'anni 27, nubile, macellaio.

Avanzi Giovanni, detto Pestaos od Inoci di Brescia, d'anni 46, vedovo con due figli, calzolaio.

Zanini Napoleone. di Brescia, d'anni 29, nubile, muratore.

Zanini Pietro, di Villanova, provincia di Brescia, d'anni 31 nubile, falegname.

Zapponi Francesco, di S. Eufemia, provincia di Brescia d'anni 31, nubile, falegname.

Zanini Pietro, detto Peteo , di Brescia, d'anni 30, nubile, fruttivendolo.

Maggi Bonafino, detto Barabba, di Milano, d'anni 30, nubile, macchinista.

pag. 236

Il 1° aprite 1861 vennero d'ordine Municipa1e traslati al Cimitero con solenne esequie i cadaveri rinvenuti in numero di 44, in esecuzione del Seguente

MANIFESTO

" Giunta Municipale della R. Città di Brescia, N. 2820.

" Cittadini!

" Esulando i traditi figli di Parga, trassero seco preziosi tesori, le sante ossa dei padri, perchè alla sublime disperazione dei profughi non tutta sembrasse abbandonata la patria se potevano comporre le ceneri amate in altro suolo, ove anch'essi un giorno sarebbero sepolti, nè le avrebbe calpestate l'odiato straniero. Noi siamo liberi, la terra in cui nascemmo è nostra, ma molte vittime del 1849, di quell'epoca memoranda per cui Brescia giganteggia nella storia delle guerre di popolo, giacevano ancora sugli spalti della nostra città, e nei recinti del Castello, disperso e inorate come le ossa del malfattore.

" Cittadini ! Sono nostri fratelli, nei quali l'austriaca ferocia vendicò rilevante l'obbrobrio patrio del valore bresciano. E perchè dovranno rimanere divise dai fratelli defunti? perchè dissolversi in quelle glebe d'esilio lontani dalla patria città degli estinti ?

" L'animo nostro, compreso e dall'altezza e dal rapido procedere di grandi gioje e di grandi dolori, non ebbe agio di raccogliersi prima d'ora e sciogliere un voto lungamente nudrito da tutti.

" Ora ogni indugio sarebbe parso sconoscenza ed oblio, e però il Consiglio comunale accogliendo con pietosa unanimità la proposta della Giunta, deliberò, nella seduta dell'undici andante, che i resti di quelle vittime fossero, amorosamente rinvenuti, raccolti, e con funerale pompa trasferiti al nostro

pag. 237

Cimitero nel l° di aprile, triste ma glorioso anniversario delle giornate del1849.

" Per tale festa venne delegata una Commissione composta dagli egregi signori cavaliere Federico Odorici, conte Girolamo Fenaroli, Ballardini dott. Lodovico e ingegnere nobile Bortolo Peroni, la quale ne pubblicherà il programma.

" Cittadini! La Giunta Municipale v'invita ad una mestissima festività patriottica nostra e pur italiana. Accompagnando le reliquie dei martiri per la patria, impareremo come sia degno di popolo civile e generoso il non dimenticare fra l'esultanza del presente, i lutti del passato, e il ricordarsi come anche il sangue di questi infelici fosse sparso a fecondare il germe della Libertà.

" Brescia, dal Civico Palazzo, 25 marzo 1861.

" Il Sindaco: Valotti. - Assessori: G. Monti, Damiani, Barucchelli, Berardi, Zoppola, Formentini, Legnazzi ".

pag. 238

Quale tributo di particolare affetto, riproduciamo qui il discorso pronunciato sulla bara del patriota Ing. Felice Laffranchi dal capitano Francesco Tosoni:

Signori!

La schiera dei generosi che amarono la Patria per renderla libera dallo straniero e che volonterosi accorsero colla loro abnegazione e sacrificio ogni giorno si sottrae all'umana vita.

È pur doloroso il compito d'accompagnare di questi all'eterna dimora. Ma il dovere ce lo impone e non possiamo a meno di non tributar loro un ultimo omaggio fino a che uno di noi resterà superstite.

E quando l'estremo di trascorse per l'uomo che sempre, ed in modo speciale, fu dotato di virtù, ripeto è sacro dovere di chiunque sente ed apprezza versare una lagrima e deporre sulla sua tomba un fiore che valga a dimostrare la stima della società, perchè la vita umana sarebbe ben povera di luce e di colori, e troppo breve, se noi non potessimo prolungarne la durata, mediante l'unico anello che i viventi ai trapassati congiunge - la memoria.

A compiere questo sacro dovere e a dar l'ultimo addio a chi fu caro in vita, intorno a questa bara o Signori, qui conveniste ad accompagnare, quali ammiratori delle doti del defunto che vi parve giusto ed acconcio pubblicamente memorare per impulso spontaneo dell'animo, confortarne le ceneri con pubbliche parole di compianto e d'encomio; appalesando così che ogni uomo, del quale restano utili ed onorevoli esempi, lascia una pubblica eredità, di cui è bello è decoroso è civile compierne pubblicamente gli uffìci.

Tale egli è del defunto, quì davanti a noi, dell'Ing. Felice Laffranchi, marito e padre amorosissimo di cui si va perdendo lo stampo. Per molti il carissimo amico, per tutti l'onesto, l'integerrimo cittadino.

pag. 239

Uomo schietto e di franchi modi, di carattere indipendente, d'una specchiata onestà, d'un animo che costantemente si propose la rettitudine e il dovere e qui non mi daranno smentita gli stessi suoi colleghi.

Amò la sua Patria, perchè mentre rumoreggiava la grande burrasca rivoluzionaria nel 1848. Egli faceva parte del Comitato d'insurrezione segreto Subalpino, assieme ai compagni dottor Guala Bartolomeo, professore Beretta conte Francesco, Cassago nobile Luigi, ingegnere Paolo Moretti, Lucio Fiorentini, ora R. Prefetto a Sassari, prete Luigi Montini, dott. Agostino Arici, prete Bortolo Deruschi e prete Faustino Robaisini, ed il benemerito canonico Don Emilio Tiboni che teneva nascosto l'archivio addetto al medesimo Comitato nel Seminario vescovile, che a quei dì c'era di mezzo la testa ove si venisse dagli austriaci scoperti.

Non parlo del 1849 nel quale si segnalò fra i più arditi e non s'acchetò e non si raccolse che quando si maturavano nuovi eventi, avendo la disastrosa catastrofe dì Novara sfruttato troppo precocemente l'entusiasmo degl'Italiani.

Nel 1859 incoraggiò e benedisse i due suoi figli Bernardo e Giuseppe che scomparvero come per incanto dalla loro Brescia ed entrarono nell'esercito italiano nel 10° reggimento fanteria e si trovarono nella gloriosa giornata dì Palestro.

Il primo nel 1860-61 deposta la toga impugnava il fucile, tra le fila dei volontari di Garibaldi e nel 1866 vestì ancora la camicia rossa.

Il secondo restò nel suo reggimento prendendo parte alle campagne del 1860-61 e '66, attualmente luogotenente nel R. Esercito nella milizia mobile.

Mentre quei figli degni della Patria erano nelle file dei combattenti (ch'io stesso vidi) nel 59, il loro padre dedicavasi alla organizzazione degli Ospedali militari, ed insieme al cav. ing. Barucco e prete Robaisini, conduceva I'Ospedale di S. Giulia con una assiduità e premura che fu lodabile per ogni verso.

Compiutisi i destini in favore della Patria nostra, attese

pag. 240

con la stesta lena ed intelligente operosità all'arduo ufficio d'ingegnere fino a due anni or sono, quando lo stanco organismo non acconsentiva più di sobbarcarsi alle faticose operazioni.

Gli era increscioso vedersi inetto all'esercizio della simpatica professione, perchè era in lui innata l'attività; da quest'epoca il suo umore divenne malinconico e trasse nella mestizia gli ultimi giorni della sua esistenza.

Purtroppo l'11 corrente un nuovo accesso di paralisi lo colse e gli troncò lo stame dell'esistenza.

Fu lunga e penosa l'agonia, che straziò l'animo della moglie, dei figli, dei parenti che gli facean corona.

Finalmente nelle ore quattro antimeridiano del 17 andante lasciò queste fragili e combattute fortune, volando l'anima sua a spaziarsi nel grande universo.

Signori ! ......

La memoria dell'amico Felice Laffranchi non verrà mai meno, perchè resterà nella sua diletta famiglia ed in noi, sempre scolpita in cuore e specialmente alla Patria e il disinteresse che furono movente precipuo dei suoi atti, e serviranno d'esempio a chi ora incomincia la vita.

Sieno di conforto agli afflitti parenti che ne piangono amaramente la perdita queste mie poche parole, sgorgate dal cuore, pura emanazione di un dolore sincero.

Addio mio carissimo Felice, dormi in pace il sonno dei giusti.

Brescia, 18 gennaio 1883

Il Veterano ed amico del cuore

FRANCESCO TOSONI (1)

(1) Oltre a questo discorso, nel suo autografo, sta presso l'autore il manoscritto più volte citato in questo libro sui : "

" Fatti riguardanti il 1849 principalmente avvenuti nella

" c ittà di Brescia, desunti da diversi contemporanei e de-

" scritti dal Capitano di Riserva dell'Armata d'Italia

" Francesco Tosoni ".

pag. 241

Elenco nominativo

dei veterani superstiti, ai quali fu conferita la medaglia

delle X giornate 1849 dal Municipio di Brescia.

-

1.

Alberti Pietro.

34.

Cainelli Natale.

2.

Albertini Pietro.

35.

Caldera Pietro.

3.

Albertini Antonio.

36

Caltrani Lodovico.

4.

Baitelli Francesco.

37.

Canclini Alessandro.

5.

Baldini Giuseppe.

38.

Cangia Giovanni.

6.

Barsani Andrea.

39.

Castelli Luigi

7.

Bardoni Domenico.

40.

Caravaggio Artidoro.

8.

Barcella Costantino.

41.

Cominazzi Gaetano,

9.

Barucco Carlo.

42.

Cominazzi Bortolo.

10.

Bassi Francesco.

43.

Cocchi Filippo.

11.

Bassi Gaetano.

44.

Copetta Giovanni.

12.

Bassigaluppi Girolamo.

45.

Corna Paolo.

13.

Beretta Gabriele.

46.

Costa Battista.

14.

Berretta Gio. Battista.

47.

Ceresoli Giovanni.

15.

Bertuzzi Giovanni.

48.

Chiappa Gaetano.

16.

Bentivoglio Erculiano.

49.

Cittadini Michele.

17.

Battaglia Giuseppe fu Luigi

50.

Cittadini Bortolo.

18.

Battaglia Giuseppe fu Crist.

51.

Chiesa Faustino.

19.

Belotti Paolo.

52.

Daffini Annibale.

20.

Bonera Tommaso.

53.

Deruschi Bortolo

21.

Bianchi Attilio.

54.

Dolcetti Giuseppe.

22.

Bodeo Carlo.

55.

Erba Giovannì.

23.

Bonometti Luigi.

56.

Facchetti Antonio.

24.

Bontadini Pietro.

57.

Facchi Luigi.

25.

Bordoni Alessandro.

58.

Ferrari Angelo.

26.

Bosio Giuseppe.

59.

Ferrari Angelo fu Bonavent.

27.

Bosio Carlo.

60.

Ferrari Gottardo.

28.

Bozzoni Gian Luigi.

61.

Ferrari Paolo.

29.

Buffoli Antonio.

62.

Filotti (Pilotti) Giovanni.

30.

Busi Dagoberto.

63.

Fabri Giovanni.

31.

Brizzi Eugenio.

64.

Fasser Giovanni.

32.

Buffoli Pietro.

65.

Filippini Bortolo.

33.

Brunelli Nicola fu Alessio.

66.

Filippini Pietro.

 

pag. 242

67.

Fiorentini Lucio.

112.

Paris Giuseppe

68.

Fomenti Luigi.

113

Pasinetti Faustino.

69.

Fosina Cristoforo.

114.

Pasolini Giacomo,

70.

Frombellini Filippo.

115.

Pedretti Giacomo.

71.

Franzini Angelo.

116.

Pedretti Girolamo.

72.

Franzini Giovanni.

117.

Pedrotti Giuseppe.

73.

Franzini Giuseppe.

118.

Pelizzari Albano.

74.

Franzoni Ottavio.

119.

Pesenti Giacomo.

75.

Gallina Domenico.

120.

Pezzini Israele.

76.

Gasparini Battista.

121.

Piazza Pietra.

77.

Gazzetta Giacomo

122.

Picinardi Cesare.

78.

Ghirardi Celestino.

123.

Pilotti Giovanni.

79.

Ghirardelli Gio Batta

124.

Pintossi Angelo.

80.

Gozzoli Paolo.

125.

Plevani Francesco.

81.

Guerini Antonio.

126.

Plona Pietro.

82.

Guerini Bortolo.

127.

Prevosti Giulio.

83.

Guerini Paolo.

128.

Raimondi Giuseppe.

84.

Guerini Pietro.

129.

Raineri Enrico.

85.

Granelli Francesco.

130.

Riselli Pietro.

86.

Gussago Giuseppe.

131.

Rizzoni Bortolo.

87.

Gussago Giovanni.

132.

Rossi Ovidio.

88.

Lanzi Pietro.

133.

Rossoni Giovanni.

89.

Leoni Vincenzo.

134.

Rosa Carlo.

90.

Lombardi Giuseppe.

135.

Salvi Costanzo.

91.

Lodrini Giacomo.

136.

Salvi Giovanni.

92.

Lovatini Antonio.

137.

Sampietro Giuseppe.

93.

Lucini Gaetano.

138.

Sassi Gaetano.

94.

Maffezzoli Basilio.

139.

Savio Giuseppe.

95.

Maffoni Ferdinando.

140.

Scaroni Giovanni.

96.

Mangani Francesco.

141.

Scocco Domenico.

97.

Manfredi Stefano.

142.

Schena Francesco.

98.

Monengo Andrea.

143.

Scotti Giuseppe.

99.

Manzini Gio. Battista.

144.

Scioli Giuseppe.

100.

Marzani Annibale.

145.

Squintani Giuseppe.

101.

Marinoni Ulisse.

146.

Signoroni Camillo.

102.

Mazzini Gio. Batta.

147.

Sckreiber Augusto.

103.

Meleri Gabriele.

148.

Sckreiber Carlo.

104.

Minelli Giovanni.

149.

Tacconi Domenico.

105.

Moneghini Domenico.

150.

Tanfoglio Francesco.

106.

Monselice Carlo.

151.

Temponi Francesco.

107.

Mutti Antonio.

152.

Trainini Giuseppe.

108.

Narra Filippo.

153.

Tornu Elia.

109.

Negroni Giuseppe

154.

Tirandi Angelo.

110.

Ordanini Giovanni.

155.

Tosoni Gio. Battista.

111.

Panelli Bortolo.

158.

Trebeschi Gio. Maria.

 

pag. 243

157.

Trebeschi Pietro.

167.

Verzelletti Andrea.

158.

Tobia Giovanni.

168.

Vitali Tommaso.

159.

Uberti Emilio.

169.

Za Carlo.

160.

Usanza Luigi.

170.

Zambonardi Carlo.

161.

Vasini Pietro.

171.

Zambonardi Giuseppe.

162.

Vignelli Alessandro.

172.

Zanetti Pietro.

163.

Vitali Giuseppe.

173.

Zanferli Luigi.

164.

Valletti Giuseppe.

174.

Zanola Luigi.

165.

Valsecchi Andrea.

175.

Zanoni Angelo.

166.

Valzelli Luigi.

176.

Ziliani Luigi.

Sulla spianata del colle Cidneo, ad est del Castello, fu inaugurato il 20 settembre 1897 un monumento di forma piramidale triangolare, alla memoria dei cittadini bresciani ivi fucilati dagli austriaci nel 1849. È opera degli scultori Massardi e Gaffuri, su disegno dell'ingegnere Giovanni Carminati.

Nel lato settentrionale della piazza Vecchia (ora piazza del Comune), sorge il monumento alle vittime del 1849 . È scultura del concittadino fu Gio. Battista Lombardi. Lo offriva alla città Re Vittorio Emanuele.


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