Gli avvenimenti drammatici delle Dieci Giornate del 1849 colpirono profondamente i bresciani. Le vittime dei bombardamenti non risultarono molto numerose, ma il numero dei morti civili, al termine delle ostilità, fu determinato da diversi storici nell'ordine di grandezza delle centinaia (in una città che non arrivava ai 35 mila abitanti); i danni furono ingentissimi.
L'insurrezione bresciana fu probabilmente uno dei primi esempi storici di un modo di fare guerra che caratterizza molti eventi bellici della nostra epoca: l'aggressione militare delle popolazioni civili inermi.
Il bombardamento dal castello era infatti rivolto a colpire la città in modo indiscriminato, così come le inaudite crudeltà dei militari imperiali che invasero la città.

Un periodo di così vivo terrore era destinato a lasciare qualche segno anche in quei segni visibili della pietà popolare che sono i quadretti ex voto.
Il luogo di culto cittadino cui i fedeli bresciani fanno tradizionalmente riferimento per le preghiere volte ad ottenere la misericordia divina è il Santuario delle Grazie, che si erge proprio nel centro storico.
Nel chiostro che accoglie gli ex voto si osservano ancora due quadretti che vengono presentati in questa sezione.

Ex voto relativo allo scampato pericolo dei bombardamenti dal castello, nei giorni dell'insurrezione del 1849.

Ex voto relativo allo scampato pericolo dei bombardamenti dal castello, nei giorni dell'insurrezione del 1849.
Sotto al voltone di un'abitazione stanno raccolti in preghiera personaggi di tutte le età, sesso e condizione.
Ai fianchi della volta sono raffigurate le figure della colomba e del cuore.
In alto è riprodotto il dipinto venerato al Santuario delle Grazie, sulla destra, in dimensioni minuscole, il castello di Brescia con i cannoni che bombardano la città dalla spianata.

Inizio - Start
www.brescialeonessa.it