Sono qui presentate alcune immagini delle armi conservate dal Museo del Risorgimento di Brescia.

Questi cimeli hanno provenienze diverse e sono pervenuti in tempi diversi.
Alcuni degli oggetti provengono da deposito municipali, altri sono stati donati da privati cittadini. Inoltre, dalla conclusione delle Dieci Giornate, si sono succedute nei decenni numerose ordinanze di consegna per le armi da fuoco.
Risultano quindi esposte armi raccolte anche nel periodo fascista, ma ritenute, per epoca di costruzione, probabilmente utilizzate nel corso dei combattimenti del 1849.

I combattenti impiegarono armi di ogni tipo, riutilizzando anche antiche spingarde ed archibugi.
Eccetto il paio di migliaia di fucili a capsule giunti per vie traverse dal Piemonte, si trattava prevalentemente di fucili con meccanismo a pietra focaia.
La maggior parte dei fucili erano modelli per la caccia.
Le armi da taglio appartenevano alle più diverse epoche.
Testimoni di quei giorni di lotta hanno riportato di aver visto esibire perfino picche ed alabarde.
A testimonianza della disperata ricerca di armi da parte degli insorti, il Museo del Risorgimento conserva i resti di un cannone del XV secolo di cui fu tentato l'adattamento.

Armi conservate dal Museo del Risorgimento di Brescia
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