TERZA CAPPELLA. - È occupata dall’arca marmorea del santo vescovo bresciano Apollonio: bello ed aggraziato lavoro, del secolo XV, con assai finiti adornamenti e rappresentanze ad alto rilievo di alcune gesta del vescovo (1).
QUARTO ALTARE. - L'angelo custode : dipinto di Luigi Basiletti bresciano. Le statue che adornano l'altare sono di Antonio Caligari; ed è notevole il tabernacolo ricco di lapislazuli e di bronzi dorati.
ARA MASSIMA. - Assunta di Giacomo Zoboli, per quanto dicesi diretta dal Conca: quadro lodato per grandiosità di pensiero e larghezza d'impasto; ma in quelle gigantesche figure sì evidente risulta il corretto e fiero disegno del Conca, che sarei per dirle tutte sue. Le -due statue dei SS. Gaudenzio e Filastrio sono del Caligari, e il busto del Querini è fattura del romano Bartolammeo Pincellotti.
SESTO ALTARE. - I SS. Carlo e Francesco in
atto dì venerare col vescovo di Brescia Marin Giorgi, e la Vergine, sono di Palma
il giovane. Sopraquadro, Antonio Gandini.
SETTIMO ALTARE. - Il popolo bresciano,
desolato dalla peste del 1630, ne implora da Dio la cessazione. Qui la Madre di
Dio spreme dal seno verginale alcune stille di latte che ricadono sul popolo
supplicante. Fu citato, per quanto
dicesi, questo capriccio di Giuseppe Panfilo a scusare la Carità del
Monti.
(1) L’iscrizione incisa sotto l'arca ci ricorda che nel giorno 5 maggio 1674 furono nella stessa riposte le ossa dei ss. vescovi Apollonio e Filastrio ivi trasportate dal Duomo Vecchio.